Un
pò di storia...
I dolci del Tulipano curati dall'attento Michele Cavasino,
in collaborazione con la moglie Giovanna, sono il proseguimento
di una tradizione che nacque nel tempo lontano.
La persistenza del passato vive nelle milidde e nei mustazzoli,
i più antichi segni dell'antica dolcezza: le prime a base
di farina a lunga lievitazione ed insaporiti di olio, comino e
sesamo; le seconde, più ricercate, a base di farina, mandorle
e miele, aromatizzate con chiodo di garofano e comino.
Dolci sobri, ma gustosi che recano ancora l'eco del tempo remoto.
Poi, primi in Sicilia avanti la diffusione in Europa, gli Arabi
portarono in Sicilia, e nei casali del territorio ericino il sukkar
o zucchero.
Erano quelli i tempi in cui, sotto il nome di Monte San Giuliano,
dopo tanti secoli dal suo passato, Erice rinasceva per la protezione
dei re Normanni. Seguirono dunque presenza ed esperienze che davano
nuova vita e sicurezza alla rinascente Città, ed anche
al gusto della cucina e quindi anche dei dolci.
In quel tempo ha avuto inizio la diffusione delle mandorle, da
esse nascevano le pignolate dalle quali si diffusero nel
tempo diverse specialità, ma la cui base fu sempre quella:
zucchina candita, cannella e scorza di limone grattugiata, il
tutto abbrustolito in casseruola di rame. Fu la base di fondo
di numerose specialità, compresi gli amaretti, presenti
nella Pasticceria Cavasino.
Da esse nasceva nel tempo la serie di dolci di diversa forma,
come quelli di questo nuovo elegante negozio colmo di colori e
sapori: genovesi e mustaccioli, palline e bellibrutti,
bocconcini e lingue di suocera.
Non possiamo ora dimenticarci, a chiusura di queste brevi note,
dei famosi dolci delle nobili benedettine del Salvatore e quelli
di San Carlo: i dolci di pasta reale o Martorana, oggi
lavorati con arte e predisposti da maestre artigiane, che presentano
questi dolci odorosi di aromi e di fragranza di forno.
Tutti questi dolci antichi e genuini sono sinfonie di colori e
di raffinato sapore; sono la persistenza del gusto delle nostre
antiche generazioni, formatosi congiuntamente allo sviluppo della
nostra civiltà contadina.
E sono ancora qui preparati sapientemente ed accuratamente, anche
per proporsi al gusto dell'uomo di oggi, qualora egli voglia sperimentare
o ritrovare sapori che portan l'eco del passato.

